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sabato, 25 agosto 2007
Che può essere tranquillamente una meta da interrailer. In realtà quest'anno per me è stata proprio la città di partenza, trampolino di lancio per i lentissimi treni rumeni, passando per Transilvania, Mar Nero e Bucarest... ma questo è un altro post.
Quest'anno c'è stata la quindicesima edizione della cosiddetta "woodstock sul Danubio" su una delle isole più grandi di Budapest, poco più a nord della celebre Margitsziget. Il festival è spettacolare, lo spazio è enorme, i ragazzi arrivano da tutta europa a centinaia di migliaia; l'offerta musicale è ottima e variegata, ricca di nomi stratosferici e da qualche anno anche gruppi emergenti. Esiste un pass settimanale che permette l'accesso allo sziget 24\7 e comprende il diritto di campeggiare (senza limiti sul numero di tende, pare, ma tanto c'è posto davvero per tutti!). Se invece, leggendo il programma, ci si accorge che una sola è la giornata interessante per i propri gusti -o per le proprie tasche- è possibile acquistare un pass giornaliero, o una loro combinazione; anche in quest'ultimo caso è possibile campeggiare, e si può anche prolungare la permanenza acquistando giorno per giorno altri "braccialetti". La mappa dettagliata dello sziget (che in ungherese vuol dire proprio isola) dà l'idea di quanto delirante sia la combinazione spazio\stages\servizi. E' realmente un intero quartiere in perenne stato di party selvaggio, musica non stop a volume osceno -e a volte si raggiungono punti di risonanza in cui ascolti la doppia cassa del nokia party arena combinata ad un assolo blues scandito dai bassi del world stage... insomma un macello, ma divertente. Tecnicamente si potrebbe anche pensare di dormire in ostello per poi rientrare sull'isola, ma sono dell'idea che lo sziget vada "vissuto" per divertirsi appieno. Mi rendo conto che però ognuno è diverso, e l'esperienza non è per tutti. Lascio qui infatti un pò di consigli che l'esperienza mi ha regalato e che voglio condividere con chi legge; a mia volta mi sono servite le informazioni trovate in giro tra forum e f.a.q. (però magari metterle tutte assieme, ad esempio in questo blog, non sarebbe tanto male!).
La tenda -a meno di sconvolgimenti alcoolici clamorosi e conseguenti perdite d'orientamento- è il rifugio quotidiano per almeno un paio d'ore di riposo (a volte neanche quelle) e dove recuperare qualche vestito pulito: bisogna scegliere bene il posto dove piantare, perchè il sole è davvero inesorabile; gli ubriachi veramente molesti -franano sulle tende distruggendole, o PEGGIO...; il sound check del main stage non si sposa molto bene col mal di testa del giorno dopo. E così via. Dunque: il ciglio di una delle strade non è proprio l'ideale, suggerisco piuttosto di conquistare un posticino in qualche boschetto, magari alle spalle del Roma Tent. Riparati da sole, pioggia, coglioni e coppiette in cerca di intimità (sebbene sia capitato lo stesso!) :)
Le file sono talvolta interminabili: per prendere da bere, per pisciare, docciarsi, prelevare alle ATM... bisogna portare pazienza -e a volte si fanno anche belle conoscenze, in fila!
L'acqua: bene principale. Se c'è una tenda dello staff o una di quelle piuttosto grandi vicino al vostro "accampamento" potete tentare di fottere una bella "canna" con tanto di manopola on\off per riempire bottiglie, farsi docce in stile Mr.Wolf di pulp fiction, lavare roba, cucinare etc. In caso non riusciate nell'impresa, si può comunque ripiegare sulle fontanelle ben distribuite su tutta l'isola.
La droga: non ne gira moltissima, anzi, per un italiano può sembrare che non ne giri affatto. Abbiamo provato a chiedere qualcosina a dei fratelli africani -gli unici ad avere la parvenza adatta al caso- ma le risposte sono state vaghe e nebbiose. Seducendo una ragazza rumena siamo riusciti a farci qualche canna, recuperata da amici di amici (perlopiù indigeni d'Ungheria). Occhio che gli sbirri da quelle parti sono severissimi, nonostante sull'isola non se ne veda neanche mezzo... però una volta attraversato il ponte...
I mezzi pubblici di Budapest: fate sempre il biglietto. Anche lì sono inflessibili, e col cambio (quando sono andato io 250fiorini per un euro) non è una spesa eccessiva, anzi. La metro di Budapest funziona piuttosto bene (e se avete culo beccate il vagone sovietico con tanto di forgiatura falce e martello); la spola tra Filatorigàt (la fermata davanti l'isola dello sziget festival) e Batthyàny tèr (capolinea vicino al centro cittadino) sulla linea verde è d'obbligo per andare a dare un'occhiata alla città. Occhio ai tassisti che come sempre tendono a fottere gli stranieri. Si può sopravvivere tranquillamente chiedendo un semplice preventivo prima di salire in auto (spesso i prezzi sono fissi a seconda delle zone).
La città: Budapest è grande e c'è tanto da vedere. Riguardo le cose culturali ognuno faccia il cazzo che vuole, per quello che ne so. Però BISOGNA andare assolutamente almeno una volta nella vita per dare un senso alla propria esistenza umana alle terme Gellért (XI. Kelenhegyi út 4-6). Per poco meno di dieci euro si può assaporare il gusto del lusso, una decina di vasche a temperature di tutti i tipi, sauna, giochi d'acqua, piscina esterna con finte onde, massaggi, docce... di tutto. Da fare assolutamente.
La vita: non costa tanto, per essere una capitale. Si comprano finte converse per 1000HUF (dove 1250 sono cinque euro!) mezzo litro di birra per 320HUF e la magliettina ufficiale dello sziget a poco meno di dieci euro. In caso di smarrimento bagagli\abiti zozzi\scarpe distrutte da usura e fango... si può tranquillamente comprare roba lì! Occhio alle fregature: cambi di denaro selvaggi e improvvisati... lasciate stare. Meglio prelevare o cambiare in aereoporto senza commissioni; non tentate di fare il bagno nel Danubio chè si annega sul serio; non sprecate soldi per connessioni internet\ricariche per le batterie del cellulare: esistono stand Nokia che ricaricano gratuitamente (a meno di fare la solita fila) ed una tenda con centinaia di postazioni (davvero impressionante) dove è possibile connettersi flat e gratuitamente al web.
Ultima dritta, la più saporita. Se esisterà ancora -ma credo proprio di si- dalle 16 alle 18 e dalle 19 alle 20 andate a mangiare vegetariano dagli hare krishna. Piatti abbondanti e saporiti, pane, a volte una palla di latte e zucchero e spezie come dolce... per la modica cifra di... offerta libera!! :)
Info logistiche per chi arriva dall'Aeroporto Ferihegy: prendi l'autobus no. 200 al Terminal dell'Aeroporto Ferihegy e procedi fino a capostazione. A Kõbánya-Kispest prendi la metropolitana no. 3 e viaggia per dieci fermate. Scendi a Deák tér, prendi la metropolitana no. 2 e scendi alla seconda fermata. In piazza Batthyány tér prendi la ferrovia urbana HÉV verso Szentendre e dopo cinque fermate arriverai a Filatorigát. Arrivando in treno dalla stazione Déli Pályaudvar: prendi la metropolitana no. 2 e, dopo due fermate, scendi a Batthyány tér e prendi la ferrovia urbana HÉV verso Szentendre. Dopo cinque fermate arriverai a Filatorigát. Arrivando in treno dalla stazione Keleti Pályaudvar: Prendi la metropolitana no. 2, dopo cinque fermate scendi a Batthyány tér e prendi la ferrovia urbana HÉV verso Szentendre. Dopo cinque fermate arriverai a Filatorigát.
mercoledì, 04 aprile 2007
Il mio interrail in Europa centrale e Scandinavia (ovvero nei Paesi che prima erano compresi nelle "zone" B e C) è iniziato il due Agosto duemilasei ed è finito il venticinque dello stesso mese. Per dare un'idea di come possano essere gestiti i giorni, e di quanto possa aumentare la spesa oltre al denaro speso per il biglietto interrail, trascrivo l'intera lista degli spostamenti; in ogni località ovviamente sono stati spesi diversi giorni, a seconda della situazione e delle voglie. Tutti gli spostamenti sono avvenuti in treno, utilizzando solamente il pass, tranne alcuni casi particolari.
Falciano - Napoli Centrale
Napoli Centrale - Brennero
Brennero - Innsbruck
Innsbruck - Vienna
Vienna - Monaco
Monaco - Berlino
Berlino - Amburgo
Amburgo - Copenhagen
Copenhagen - Malmo
Malmo - Goteborg
Goteborg - Stoccolma
Stoccolma - Oslo
Oslo - Bergen
Bergen - Myrdal - Voss
Voss - Myrdal - Bergen
Bergen - Oslo
Oslo - Trondheim
Trondheim - Oslo
Oslo - Goteborg
Goteborg - Stoccolma
Stoccolma - Roma [in aereo trovato last-minute in Svezia!!]
Roma Termini - Falciano
I casi particolari riguardano i lunghi tragitti percorsi in Norvegia, e quelli Monaco-Berlino e Stoccolma-Oslo, per i quali bisogna considerare una spesa aggiuntiva che va dai sei euro alle ottanta SEK -circa otto euro. Per il tratto tra la Germania e Copenhagen bisogna aggiungere cinque euro da pagare al controllore per il passaggio del treno in traghetto. La tratta verso il Sognenfjord Myrdal-Voss si percorre in Flamsbana, che è una ferrovia non facente parte del consorzio inter-rail; il biglietto a\r costa duecentoquaranta NOK -circa trenta euro. Il primo e l'ultimo percorso facevano parte di tratte italiane regionali, soggetti dunque a normale tariffa FS. Napoli Centrale - Brennero -ventinove euro- invece gode della riduzione al cinquanta% per i tragitti verso la frontiera
sabato, 31 marzo 2007
Dà addirittura il nome al più vasto popolo dei backpackers, di cui gli interrailer costituiscono categoria speciale. Lo zaino è una delle preoccupazioni più importanti per chi viaggia in inter-rail. Innanzitutto perchè lo si porta in spalla per la maggior parte del tempo, durante gli spostamenti, e inoltre perchè contiene tutto ciò che -magari a migliaia di chilometri da casa- risulta utile per una gradevole sopravvivenza in giro per l'Europa. E' necessario scegliere attentamente cosa portare e cosa lasciare a casa, individuando prima d'ogni cosa la capacità realmente utile, che cambia in funzione della destinazione. Se si è diretti per un mese in scandinavia, ad esempio, si avrà sicuramente bisogno di più spazio rispetto ad un paio di settimane scarse al mare in Grecia. La dimensione media è quaranta litri, anche se uno da sessanta sarebbe da acquistare e magari non riempire completamente -d'altra parte, è inevitabile, si sa, al ritorno c'è sempre meno spazio! Alcune persone, soprattutto le ragazze, preferiscono evitare uno zaino troppo pesante che spezzi la schiena, dividendo il carico magari con un invicta da portare al contrario (sul petto, praticamente!), che può tornare utile anche per conservare le cose prelevate con più frequenza o da poter prendere all'improvviso (keeway, fotocamera, assorbenti, documenti, preservativi, denaro, occhiali da sole, carte&mappe&appunti). Non la consiglio, ma pure questa è una soluzione. Bilanciare bene il peso è altresì importante, sempre per questioni d'equilibrio e portamento, quindi occhio nel preparare il tutto nella tranquillità domestica: in ostello si perde facilmente il desiderio d'ordine! Consiglio vivamente di non spendere un capitale per lo zainone: in mega-negozi come Decathlon se ne trovano di media qualità ad ottimi prezzi: io ho comprato il mio sessanta litri in un negozio InSport a diciannove euro, ed è ancora intero e funzionante, nonostante tutto. Lo zaino viene sbattuto dove capita, nelle sale d'aspetto, nelle locker-room degli ostelli in attesa di una sistemazione, nelle cassette di sicurezza in stazione; ci si dorme su, lo si trascina disperati, può anche diventare una colonna portante per le tende più sgangherate. Una delle cose più importanti è non dimenticare nulla. Ecco una lista che può tornare utile mentre si prepara il bagaglio: l'ha scritta qualcuno del forum su inter-rail.it che il popolo dei viaggiatori ringrazia.
L'InterRail pass è un passepartout versatile e adatto a chi cerca un viaggio, più che una vacanza. E' anche una filosofia vera e propria, fedele al motto "traveler, not tourist" che dà anche il titolo a questo blog. L'interrailer dimentica a casa ogni pregiudizio e si prepara a vivere in prima persona i luoghi che sta per visitare, e si carica di un bagaglio d'elasticità massima e spirito d'adattamento globale. E di rispetto e curiosità viva per ogni cosa che possa incontrare il suo cammino. Prima di iniziare anche solamente a pensare di poter partire, bisogna tenere presente che, a parte il discorso economico relativo ai costi bassi (e quindi, per un minimo di coerenza, ostelli e tende), un interrail vuol dire fatica, scomodità e spesso imprevisti che altrimenti non si terrebbero in minima considerazione. L'esperienza è densa, densa, densissima ed emozionante. Meravigliosa. E come tutte le cose forti è forte anche nei contraccolpi. Vadano a fare la villeggiatura in bungalow a ballare i latino-americani le persone viziate, statiche, noiose; facciano finta di aver viaggiato i turisti da lonely planet e pacchetto volo+hotel in una qualsiasi capitale. L'interrail è un'altra cosa.
InterRail è un pass, ovvero un biglietto unico, grazie al quale è possibile viaggiare ovunque su un qualunque treno di una data nazione, o insieme di nazioni, per un determinato intervallo di giorni. Questi ultimi dettagli sono variabili perchè esistono diversi tipi di pass; sta alle esigenze e alle voglie di chi intraprende l'impresa individuare qual'è l'ottimale. Quest'anno le condizioni sono cambiate, non esistono più le celeberrime "zone" nelle quali veniva divisa l'intera Europa: il biglietto è valido ovunque in Austria, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Montenegro, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica d'Irlanda, Macedonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Svezia, Turchia e sulle navi dell'Attica Group operanti tra Italia e Grecia. Anche le ripartizioni dei tempi di validità sono state modificate. Ora si può scegliere di acquistare cinque giorni utili di viaggio effettivo da utilizzare in dieci giorni di validità; dieci giorni utili di viaggio effettivo in ventidue di validità; ventidue giorni senza limitazioni; infine un intero mese d'onnipotenza. Le tariffe variano a seconda delle fasce d'età: per i giovani al di sotto dei ventisei anni il pass costa rispettivamente 159, 239, 309 e 399 euro. In realtà bisogna aggiungere una spesa ulteriore, consistente nella metà del prezzo del biglietto interno necessario per arrivare al confine della propria nazione d'appartenenza. Per intenderci, un inter-railer italiano paga mezzo biglietto normale fino al Brennero. Non tutti gli impiegati di Trenitalia hanno le idee molto chiare a riguardo, il consiglio è senza dubbio di controllare assieme il terminale al momento della prenotazione, anche per assicurarsi che i dati personali inseriti siano giusti. Sull'interrail pass infatti, oltre che la data di validità e l'eventuale singola nazione (per i periodi tra cinque e dieci giorni) verrà stampato nome, cognome, data di nascita, nazionalità ed estremi del documento d'identità del titolare, in modo da permettere il controllo -il biglietto è ovviamente personale e incedibile.
Queste le informazioni base relative al pass. Esistono però numerosi altri vantaggi ottenibili dallo status di interrailer. Alcune catene di ostelli propongono sconti speciali, idem dicasi per musei, mezzi di trasporto alternativi (autobus, traghetti: un esempio su tutti la mitica trombonave della Viking Line che unisce Stoccolma ed Helsinki) e quant'altro. Inoltre, essendo il biglietto valido per ogni linea di trasporto delle ferrovie statali del Paese in questione, spesso è possibile viaggiare gratis in metropolitana. Non necessariamente su tutte le linee, spesso quelle all'aperto su rotaia, però nelle capitali e nelle grandi città è possibile spostarsi piuttosto agevolmente. Purtroppo sono presenti anche alcuni inconvenienti: può capitare di dover necessariamente acquistare una prenotazione, a seconda della politica adottata dalla compagnia ferroviaria in questione. Nessuna cifra eccessiva, però, specie per i treni notte e per i treni ad alta velocità e\o lunga percorrenza, bisogna aggiungere tra i quattro e i dieci euro di spesa. Ad ogni modo, per la maggior parte dei treni, prenotare il posto a sedere è del tutto facoltativo; se si è fortunati ci si accomoda ugualmente, mentre nel caso di un treno affollato basta buttare lo zainone a terra e godersi tranquillamente il paesaggio o fare nuove amicizie prima ancora di arrivare nella prossima città!
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